Pellet, massima attenzione a questa truffa perché ne sono state ritirate ben 23 tonnellate di modelli, ecco i dettagli sulla spiacevole situazione che si è presentata.
La crisi energetica di questi ultimi mesi sta facendo valutare a moltissime persone soluzione alternative per risaldare il proprio appartamento, che in alcuni casi implicano anche il “ritorno” a vecchie abitudini; ad esempio, pare sia tornata di moda la stufa a pellet, nonostante anche il prezzo di questo materiale combustibile (regolamentato dalla norma UNI EN ISO 17225 ) sia aumentato a dismisura.
Di recente però il pellet è stato al centro della scena non soltanto per il suo prezzo, ma anche appunto per la qualità del materiale stesso; a quanto pare, sfruttando l’onda del ritorno “di moda”, alcuni truffatori hanno deciso di mettersi in azione con ben 23 tonnellate di materiale irregolare e potenzialmente non sicuro. Ecco i dettagli in merito, bisogna davvero fare attenzione.
Come riportato anche dal sito GreenMe, il pellet è stato di recente coinvolto in una maxi-truffa che ha visto la produzione di ben 23 tonnellate di materiale irregolare e, per questo, potenzialmente non sicuro per le stufe dei nostri appartamenti. Nello specifico, come segnalato anche dal quotidiano Il Gazzettino, i truffatori si avvalevano di canali web e social per vendere materiale privo di etichettatura conforme all’UE; fortunatamente, sono stati rintracciati dalla Guardia di Finanza di Vicenza, che hanno sequestrato migliaia di sacchi e sono intervenuti di conseguenza con una multa all’azienda e al responsabile legale della società.
Il materiale in questione, sempre come si legge nelle fonti, pare fosse stato importato tramite una società svizzera, con le confezioni prive di qualunque indicazione in lingua italiana; in particolare, dovevano essere presenti in lingua particolari per l’impiego e la composizione per evitare situazioni di pericolo o reazioni allegiche ai consumatori del pellet. Bisogna dunque fare molta attenzione, specie in questo periodo di crisi energetica (dove i truffatori sono sempre in agguato per lucrare sulla situazione di emergenza) a come ci muoviamo, a dove acquistiamo e soprattutto a che tipo di prodotto stiamo per comprare.
Ad aiutarci a prevenire eventuali truffe sono le indicazioni provenienti non soltanto dalla Polizia Postale (sempre consultabili sul sito online) ma anche dall’associazione AIEL, l’Associazione Italiana Energie Agroforestali; quando stiamo per acquistare, dobbiamo accertarci che il pellet sia in possesso di certificazioni di qualità come ENplus®, lo schema di certificazione del pellet numero uno al mondo, in grado di garantire in modo immediato, trasparente e indipendente la qualità del prodotto sul mercato, agendo tempestivamente per contrastare le frodi. Il database consultabile liberamente e gratuitamente online offre ai consumatori tutte le informazioni utili a verificare la “verità” della certificazione, così come appunto la qualità del prodotto.
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